Monet
a Le Havre
La formazione di Monet
ha inizio nella cittadina normanna di Le
Havre, dove la famiglia si era trasferita da Parigi nel 1845,
quando il giovane Claude aveva solo cinque anni. A Le Havre il padre
Claude-Auguste si associa al cognato Jacques Lecadre nella gestione
di un negozio di forniture marittime e drogheria, mentre la famiglia
Monet stabilisce la propria dimora nel sobborgo di Sainte-Adresse,
vicino al mare. All'età di quindici anni il giovane Monet,
da autodidatta, ha già sviluppato una notevole pratica nel
disegno, che esprime in interessanti caricature dei personaggi piu
importanti di Le Havre. La critica bonaria espressa in queste prime
prove a matita e a carboncino determina la precoce notorietà
di Monet nella cittadina. Il giovane artista inizia ad avere una
"clientela" che richiede le sue caricature, vendute a prezzi dai
dieci ai venti franchi l'una. In questo periodo Monet studia disegno
sotto la guida di un discepolo di David,
Jacques Francois Ochard, insegnante al collegio da lui frequentato,
e ha modo di conoscere l'opera del pittore paesaggista
Eugène Boudin, che si distingueva tra gli artisti del
tempo per la pratica della pittura all'aria aperta. All'inizio Monet,
come molti suoi concittadini, è critico rispetto al metodo
di Boudin, ma una volta fatta la conoscenza personale dell'artista,
che lo spinge ad unirsi a lui per delle prove di pittura all'aria
aperta, scopre nella natura un soggetto affascinante, che non abbandonerà
più. La vicinanza di Boudin stimola il giovane Monet, che
matura la convinzione di dover approfondire la pratica della pittura;
per far questo il modo migliore è quello di trasferirsi nella
capitale francese, dove hanno sede le piu importanti accademie artistiche.
Alla volta di
Parigi
Con i risparmi derivati
dalla vendita delle caricature Monet parte alla volta di Parigi,
portando con sè alcune lettere di presentazione ottenute
da collezionisti e appassionati che proteggevano Boudin e nella
capitale avevano rapporti con il pittore Constant Troyon. Nel maggio
del 1859 Monet è nella capitale, dove frequenta per qualche
tempo l'Académie Suisse e conosce Eugène
Delacroix e Gustave Courbet. Il giovane
fa in questo periodo la conoscenza di Camille
Pissarro e con lui si reca spesso alla Brasserie des Martyrs,
luogo di riunione dei realisti capeggiati da Courbet, dove incontra
anche Baudelaire.
Monet frequenta i Salon parigini, visita il Louvre e invia a Boudin
delle lunghe lettere di resoconto; ai Salon ha modo di conoscere
e apprezzare l'opera di Troyon, esponente della scuola di paesaggio
di Barbizon, della quale facevano parte anche Corot,
Rousseau e Daubigny.
Monet chiede consiglio a Troyon sulla propria pittura e il pittore
gli consiglia di iscriversi all'atelier di Thomas Couture, dove
potrà imparare a disegnare. Couture era un'artista accademico
la cui pittura e il cui metodo erano troppo lontani dalla sensibilità
di Monet, che invece di seguire il consiglio di Troyon continuerà
a dipingere negli studi di colleghi come Arnaud Gautier, Charles
Monginot, Charles Jacques. È in questa fase che Monet avrà
modo di apprezzare la pittura dal vero di Daubigny, che con il suo
spiccato naturalismo assume il valore di anello di congiunzione
tra la scuola di Barbizon e il gruppo impressionista.
Nell'autunno del 1860 Monet è chiamato a prestare il servizio
militare: è destinato a un reggimento di stanza in Algeria,
dove trascorre due anni. Monet ricorda questo periodo come quello
della scoperta di nuove luci e colori (gli stessi che avevano affascinato
Delacroix) che contribuiscono in modo determinante all'ampliarsi
della sua conoscenza.
Il ritorno a
Le Havre
Alla
fine del secondo anno di permanenza in Algeria si ammala ed è
rimpatriato in Francia. A Le Havre ritrova Boudin e insieme incontrano
il pittore olandese Johann Jongkind,
col quale nasce subito un'intensa amicizia. Alla fine dell'estate,
al termine della convalescenza, il padre di Monet, date le precarie
condizioni di salute del figlio, decide di pagare chi lo sostituisca
nel servizio militare e di aiutarlo a proseguire sulla strada della
pittura. Nel novembre del 1862 Monet riparte dunque per Parigi,
dove su consiglio di un parente, il pittore accademico Toulmouche,
trascorre un periodo nell'atelier di Gleyre, incontrando i pittori
Renoir, Bazille
e Sisley, coi quali ha inizio una lunga
amicizia. Monet è affascinato, in questo periodo, sia da
Delacroix, nel quale ravvisa una grande forza e una grande naturalità
di espressione, sia, in generale, da tutta la pittura naturalistica
e antiaccademica. Grande suggestione esercita su di lui in questo
senso anche l'opera di Manet, che nel 1863
espone al Salon des Refusés il suo Déjeuner sur
l'herbe. La polemica sollevata dalla stampa e dai sostenitori
dell'arte accademica intorno a questo quadro, che rappresenta una
giovane donna nuda in compagnia di uomini connotati dall'abbigliamento
come borghesi del tempo, sullo sfondo di una rigogliosa foresta,
alimenta un'acceso dibattito fra i giovani artisti, Monet incluso.
Sono di questi anni infatti, le animate serate di discussione al
caffè Guerbois, nelle quali Manet, con le sue opere, è
eletto a simbolo del rinnovamento artistico in pittura e capo spirituale
del gruppo noto più tardi come "impressionista". In questa
fase Monet dipinge spesso dal vero nella foresta di Fontainebleau
con i compagni dell'atelier Gleyre e durante l'estate del 1864 si
reca a Honfleur assieme a Boudin, Jongkind e Bazille, con il quale
prende alloggio a Saint-Simeon, in un vero e proprio ritrovo di
artisti.
L'influenza
di Courbet
Nel 1865 espone per la
prima volta al Salon, ottenendo un discreto successo con due marine;
dopo avere visto le proprie tele al Salon, Monet parte per Chailly,
dove si stabilisce all'albergo Lion d'or e lavora a numerosi studi
sul tema del Déjeuner sur l'herbe, rivisitazione del celebre
quadro di Manet esposto al Salon des Refusés nel 1863.
L'amico Bazille e Camille Doncieux, che sarà sua compagna
per molti anni, posano per questo dipinto. Questi studi suscitano
l'interesse di Courbet, che si reca a Chailly per seguire da vicino
la nascita di quest'opera eseguita all'aperto. Gustave Courbet,
assieme al caricaturista Honoré Daumier,
costituiva un vero e proprio punto di riferimento per gli artisti
lontani dagli ambienti della grande pittura ufficiale. Le opere
di entrambi, basti pensare all'atelier di Courbet o al Vagone
di terza classe di Daumier, avevano scandalizzato gli ambienti
ufficiali per il realismo e l'adozione di soggetti ritenuti volgari,
indegni di essere rappresentati. Con loro era nata la corrente del
realismo, con la quale alla pittura di paesaggio "en plein air"
faceva seguito una tendenza che oltre all'aderenza alla natura portava
avanti la ricerca espressiva di una realtà in cui tutti gli
uomini, al di là delle classi sociali, sono protagonisti.
È comprensibile quindi che Monet fosse affascinato da Courbet
e che ne studiasse con interesse la tecnica, in particolare l'uso
dei fondi scuri. Il ritratto in piedi della sua compagna, Camille
in abito verde, del 1866, può considerarsi un vero e
proprio omaggio alla tecnica pittorica di Courbet. Proprio quest'opera
sarà esposta al Salon del 1866, ottenendo un buon successo
di critica; la stampa comincia a parlare di lui e i giornali portano
l'eco del suo successo fino a Le Havre, permettendogli di riconquistare
la stima della famiglia. È in questo periodo che l'artista
dipinge a Ville d'Avray, dove realizza Donne in giardino,
grande tela eseguita all'aperto con un unico modello per le quattro
figure femminili: Camille. L'opera, acquistata da Bazille sarà
rifiutata al Salon del 1867.
La crisi
È
un periodo molto difficile per Monet, che vive in ristrettezze economiche
e continuamente perseguitato dai creditori, arrivando addirittura
a tentare il suicidio. L'artista è costretto a continue peregrinazioni,
passando da Le Havre a Sainte-Adresse, a Parigi, dove dipinge bellissime
vedute urbane e poi di nuovo in Normandia, a Etretat, dove è
aiutato dal mercante Gaudibert che, credendo in lui, acquista alcune
delle sue tele e gli procura nel 1869 una casa a Saint-Michel, un
villaggio situato sulla Senna, pochi chilometri a nord-ovest di
Parigi.
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